Categorie Notizie

AVES: 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) “ALDEBARAN”

La missione del REOS

Il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali “ALDEBARAN”, dell’Aviazione dell’Esercito, è strutturato per condurre Operazioni Speciali Aeree attraverso attività di volo altamente specializzate e peculiari condotte da proprie unità dedicate e addestrate che utilizzano tecniche e modi d’impiego non comuni alle forze aeree convenzionali, in ambiente semi permissivo, non permissivo e ostile. Attualmente, nell’assolvimento dei compiti assegnati, il 3° REOS opera a livello di Special Operations Air Task Group (SOATG), garantendo idonea capacità di comando e controllo delle unità specializzate e/o convenzionali di volo assegnate, joint (interforze) e/o combined (in ambito internazionale) per l’assolvimento di una missione speciale; oppure come Special Operations Air Task Unit (SOATU): unità elementare idonea a fornire supporto nella terza dimensione alle Operazioni Speciali. Le unità del REOS sono adeguatamente preparate per compiere tutti i compiti delle unità aeree multiruolo convenzionali in condizioni di alto rischio, dove non sia possibile o remunerativo l’impiego delle stesse per supportare la fulminea azione delle Forze Speciali impiegabili in operazioni ad alto livello strategico.

 

Le origini

Il 3° REOS “ALDEBARAN” è stato costituito il 10 Novembre 2014, a Viterbo, presso l’Aeroporto “Fabbri”, ereditando il nome e bandiera di guerra dell’ex 3° Reggimento Aviazione dell’Esercito (AVES) di base a Bresso (Mi), disciolto il 1° Settembre 1998. Il Reggimento ha assorbito  il 26° Gruppo Squadroni REOS “GIOVE”, quale unità operativa, già esistente in Viterbo,  come primo Reparto per il Supporto delle Forze Speciali nella 3a dimensione dal 2002. Quest’ultimo era nato dalla fusione del 51° Gruppo AVES “LEONE” e dal 39° Gruppo AVES “DRAGO” di Alghero, a dimostrazione della precoce individuazione, da parte di ufficiali dello Stato Maggiore Esercito e dell’AVES, dell’ importanza del supporto dedicato  alle Forze Speciali in ambito aereo. Ciò, oggi, è ancor più una primaria necessità strategica o operativa in tutti gli eserciti NATO e non solo. La costituzione del Reggimento è frutto di un attento studio condotto dallo Stato Maggiore dell’Esercito nell’ambito della riorganizzazione del comparto strategico delle Forze Speciali. Tale studio fu assegnato, come Capo Gruppo di Lavoro, al Col. Andrea DI STASIO, oggi anche primo Comandante del 3° REOS. L’elevazione a Reggimento è scaturita dalla volontà di renderlo in grado di esprimere un più elevato livello di ambizione nel supporto nella 3° dimensione delle Forze Speciali italiane in risposta al mutato quadro geopolitico e strategico mondiale. Oggi, quindi, grazie al nuovo REOS, la Difesa Italiana è così in grado di poter offrire un complesso strumento operativo in grado di esprimere uno Special Operation Air Task Group nei teatri operativi impiegando anche pedine non Special, denominate Direct Support Task Unit (DSTU). Attualmente, rappresentando un modello da seguire da parte di altri eserciti europei ed una vera e propria eccellenza nazionale in ambito interforze, il 3° REOS è già stato qualificato in ambito NATO, quale SOATG e opera con tre differenti linee di volo quali:

  • CH47C plus – CH47F (in assegnazione)
  • UH90A
  • HH412A

Può quindi condurre, con estrema flessibilità, operazioni nel Full Spectrum delle missioni specifiche delle FS quali:

  • Special Reconnaissance
  • Direct Actions
  • Military Assistance
  • garantendo, inoltre, diverse attività peculiari quali
  • Counter-Insurgency
  • Counter-Terrorism

Il motto del 3° REOS è DURABO, parola latina che significa “resisterò”, mentre ALDEBARAN è il nome della stella più luminosa della costellazione del Toro, ormai una tradizione in ambito AVES.

Iter addestrativo equipaggi di volo

Sin dalla costituzione, il REOS ha sempre, e oggi ancor di più, puntato su personale di Forza Armata volontario e sul peculiare addestramento a terra dei relativi equipaggi di volo e specialisti di bordo, fornito direttamente dagli operatori delle Forze Speciali e, nella fattispecie, dagli istruttori del 9° Reggimento Incursori “Col Moschin”. Assicurando così la non trascurabile sinergia tra equipaggi di volo REOS e gli operatori delle Forze Speciali trasportati; fidandosi l’uno dell’altro, garantendo lo stesso scopo di riuscita fulminea dell’azione, dialogando con lo stesso linguaggio e impiegando le tecniche che reciprocamente vengono capite e osservate precipuamente propedeutiche alla riuscita della missione assegnata; arrivando così ad una preziosa amalgama operativa. Creando così, come si suol dire in un’unica parola anglosassone, il comune mind-set. Attualmente, l’iter addestrativo è ancora in corso di ridefinizione da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, allo scopo di giungere ad una specifica caratterizzazione del REOS stesso.

La linee di Volo

CH47C plus è l’aeromobile più grande e prestante impiegato in ambito AVES e conferisce alle Forze Speciali una capacità di movimento e di carico imbarcabile e/o agganciabile senza eguali. In teatri operativi quali l’Afghanistan ha dimostrato la sua eccellenza e le sue insostituibili capacità operative nel movimentare un gran numero di operatori della TASK FORCE 45, in condizioni hot and high, in tempi rapidi aderenti alla conformazione tipica delle zone impervie assegnate. In particolare, il Chinook viene impiegato in attività di supporto alle FS, quali:

  • AVIOLANCI
  • INSERZIONE ED ESTRAZIONE
  • RILASCIO E RECUPERO BATTELLI PER OPERAZIONI ANFIBIE

Con la recente introduzione in servizio del CH47F, l’AVES e, quindi, il 3° REOS ha un moderno strumento che oggi può già dirsi formidabile; infatti con la versione “Foxtrot” si può effettivamente parlare di impiego ognitempo grazie alle capacità di volo tattico e notturno più elevate, dovute alla presenza delle più moderne dotazioni avioniche quali l’HUD (Head Up Display), il radar meteo, vari schermi MFDs, e alle migliorate capacità di handling conferite dal DAFCS (il sistema digitale avanzato di controllo del volo) e dall’autopilota. È stata migliorata e aumentata la dotazione di bordo per la comunicazione anche satellitare. Sono installati sensori di visione anche all’infrarosso e ad intensificazione di luce, un telemetro laser. Sono installabili sia i filtri delle prese d’aria del motore sia i soppressori IR ai relativi scarichi motore. Peculiarità della versione “Italiana” del nuovo Chinook è il sistema LOAM che permette di individuare ostacoli al volo dell’elicottero segnalando ai piloti la loro presenza e la relativa distanza in modo da riconoscerli e impostare le manovre di scampo per tempo. Inoltre, sono stati acquisiti nuovi sistemi d’arma in aggiunta a quelli già impiegabili sulla linea “Charlie”, passando ad un notevole incremento del volume e della letalità del fuoco da bordo. Il CH47F è stato dotato di un sistema integrato di auto protezione già impiegato su tutti gli aeromobili AVES. Dopo la prima fase di formazione per i piloti e tecnici istruttori e personale manutentore sul nuovo CH47F, iniziata nel 2014, oggi l’iter addestrativo degli equipaggi di volo, la maggior parte provenienti dalla linea CH47C, prevede un radicale cambiamento di impostazione. I piloti infatti, prima orientati al mero pilotaggio, passano ora alla gestione dei sofisticati sistemi di bordo che riescono a far volare autonomamente l’aeromobile potendosi dedicare alle varie missioni complesse di volo con un aumento ulteriore dell’uso della Crew Coordination con i vari specialisti di bordo. Sempre nell’ottica del miglioramento delle prestazioni oggi tramite un pannello di manutenzione disponibile nel vano di carico gli specialisti di bordo possono monitorare in tempo reale le “condizioni” dell’aeromobile e se necessario in volo il ripristino dei livelli dei fluidi. Per i tecnici operatori di bordo l’addestramento prevede la profonda conoscenza dei complessi apparati avionici ed elettronici e meccanici; inoltre l’equipaggio rinforzato da mitraglieri di bordo riceve un addestramento specifico sulle tecniche peculiari del Reggimento e sull’utilizzo delle nuove dotazioni aggiuntive di missione imbarcabili. Il CH47C rimarrà operativo fino al 2017 con il completamento delle consegne del nuovo CH47F, ma il REOS sarà pronto alla versione “F” già prima.

UH90A rappresenta lo stato dell’arte in materia di avionica e protezione disponendo di una serie di sistemi innovativi che ne fanno un aeromobile di medie dimensioni tra i più avanzati al mondo. L’AVES nel 2012 ha per la prima volta al mondo impiegato operativamente in Afghanistan (nell’ambito della Task Force Fenice) l’NH90, ed ora il 3° REOS è il primo in ambito europeo ad impiegarlo nelle FS, testandolo in tutte le attività specifiche di interesse. Le peculiari caratteristiche di volo in condimeteo marginali, unite al sistema di navigazione integrato e all’alta velocità di trasferimento rendono l’aeromobile particolarmente idoneo all’impiego come vettore aereo ognitempo  per Operazioni Speciali. Attualmente può essere impiegato come vettore specializzato per attività di:

  • FAST ROPE
  • RAPPELLING
  • HELI SNIPING
  • FORWARD MEDEVAC

 

HH412A è un aeromobile molto affidabile, agile e rustico; qualità che gli equipaggi hanno imparato ad apprezzare in tanti anni di impiego in ambito nazionale ed internazionale. Può essere facilmente rischierato e trasportato garantendo velocemente la capacità di combat support al REOS soprattutto in ambiente urbano. I tipici compiti assegnati sono:

  • FAST ROPE
  • RAPPELLING
  • AVIOLANCI TCL
  • HELI SNIPING
  • VEHICLE INTERDICTION

Tecniche di inserzione ed estrazione

La peculiarità delle Operazioni Speciali richiede l’impiego di tecniche specifiche di inserzione ed estrazione dei distaccamenti operativi allo scopo di permettere l’azione immediata sull’obiettivo dove non sia possibile lo sbarco dopo un atterraggio.

FAST ROPE è una tecnica di inserzione eseguita sia in condizioni diurne che notturne in ambiente urbano o in aree impervie, ristrette e confinate. Richiede un’elevata capacità tecnica nella condotta dell’aeromobile e un’eccellente coordinazione tra equipaggio e team d’assalto, conseguita con un continuo e costante addestramento congiunto. Si prevede l’uso di una fune detta “canapone”, assicurata ad un punto d’ancoraggio dell’aeromobile, dalla quale si calano velocemente gli operatori. Per l’estrazione degli operatori, si utilizza la tecnica “ a grappolo”. Essa prevede l’impiego di un canapone, che dotato di anelli alla sua estremità inferiore, permette l’aggancio e il recupero simultaneo del personale. Il 3° REOS ha introdotto di recente un nuovo sistema FRIES (Fast Rope Insertion And Extraction System), per lo svolgimento rapido di tali attività.

 SOFT BOAT RELEASE è una peculiare attività delle Forze Speciali utilizzabili nell’ambito delle Maritime Special Operations allo scopo di inserire, nell’arco diurno e notturno in mare aperto o in acque interne un team d’assalto o da ricognizione con i relativi battelli. Questa attività ricopre una particolare importanza nell’ambito delle “SHIP BOARDING OPERATIONS”, dove è fondamentale l’inserimento occulto dei battelli in acqua, a premessa del successivo avvicinamento all’imbarcazione obiettivo dell’operazione. Si tratta di un’attività peculiare del 3° REOS che condotta con la piattaforma CH47, unico elicottero in grado di effettuare questo tipo di operazioni, sia per le grandi capacità di carico, sia per le eccellenti capacità di galleggiamento, oggi migliorate nel CH47F, consente il finale recupero dei battelli e del personale.

 

IL FARP (Forward Arming and Refuelling Point)

Il Farp è un posto avanzato di rifornimento di carbolubrificanti (impiegabili da aeromobili come da veicoli terrestri) e munizioni. Vero moltiplicatore di forze. Si tratta pertanto di un’organizzazione logistica campale temporaneamente rischierata in zona di operazione allo scopo di aumentare le capacità degli aeromobili impiegati ed aumentarne il raggio di azione, il tempo di permanenza sull’obiettivo e soprattutto per il riarmo delle armi di bordo. Il CH47 viene impiegato dal 3° REOS per trasportare e rischierare un FARP, definito “Posto Avanzato di Rifornimento Carbolubrificanti Eliportato”, che a favore delle FS/FOS prevede la repentina realizzazione dello stesso su un’area non sempre permissiva impiegando uno dei due sistemi in dotazione quali:

PRONAL composto da vesciconi in gomma di forma tubolare che disponibili in versioni da 900 litri e 1800 litri e da un sistema campale di distribuzione permette il rifornimento per gravità di un aeromobile alla volta.

ERFS (Extended Range Fuel System) impiegabile da CH47F attraverso l’uso di un kit modulare composto da un massimo di 3 serbatoi sagomati da 3000 litri ciascuno imbarcabili nel compartimento di carico impiegabile sia per aumentare l’autonomia di volo dell’elicottero, sia per  rifornire a terra altri elicotteri o automezzi tramite il kit FARE (Forward Arming and Refuelling Equipment). Il nuovo sistema ha la capacità di effettuare il rifornimento simultaneo a pressione di due aeromobili dimezzando i tempi di sosta rispetto al “vecchio” sistema Pronal.

 

Il Comandante del 3° REOS  Col. Andrea DI STASIO

Ho incontrato a Viterbo il Comandante del 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali: il Colonnello Andrea DI STASIO.  Ho avuto l’opportunità di ripercorrere con lui le fasi del “Progetto REOS”, dai primi giorni fino ad oggi, dopo 15 mesi di operatività al Reggimento. Infatti, sin dal principio il Colonnello DI STASIO è stato sia il Capo Gruppo di Lavoro del progetto REOS presso lo Stato Maggiore dell’Esercito (SME), da marzo a novembre 2014, sia il primo Comandante del 3° REOS “ALDEBARAN”. Il compito del gruppo di Lavoro era quello di studiare appunto l’implementazione di una Unità elicotteri del livello reggimento da dedicare specificatamente al Comparto Forze Speciali dell’Esercito e della Difesa.

In questa chiacchierata, il Comandante ha rimarcato più volte di essere solo un semplice traghettatore del progetto voluto dallo SME, umile direttore d’orchestra degli sforzi compiuti dai suoi uomini e dalle sue donne del Reggimento. Il merito degli oggettivi e formidabili risultati ottenuti sin qui, da quello che si evince dalle sentite parole del Comandante, sono frutto dei sacrifici di tutto il personale del Gruppo di Lavoro dello SME, nella fase di studio, e del Reggimento che con impegno, sacrificio, passione e preparazione professionale hanno saputo accompagnare ogni fase di crescita dell’Unità stessa. Il coinvolgimento motivato del personale ha dato vita ad una reale crescita umana e professionale basata sul rispetto reciproco oltre che gerarchico. Insomma, con modestia, il Colonnello ha affermato che l’aiuto dei suoi uomini ha permesso di poter offrire al nostro Paese uno strumento moderno, adeguato ed efficace per far fronte alle attuali minacce. E’ tutto vero. I suoi uomini sono preparati e motivati. Questa è l’aria che si respira quando si passa una giornata con loro. Ma è anche vero che quando parlo con gli uomini del REOS, questi esaltano sempre il loro Comandante e le sue capacità di Comando e umane. Affermano che “solo lui è riuscito a creare un reggimento in una situazione economica particolare e in un ambiente dove pochissimi credevano e sostenevano il progetto stesso”.

Ebbene, in un momento di crisi economica e di trasformazione per il nostro Paese e per le Forze Armate, in cui i Reparti vengono chiusi e le loro Bandiere di Guerra fanno il loro triste ingresso al Sacrario delle Bandiere al Vittoriano, la bandiera del REOS ne è uscita per suggellare la nascita di un’Unità altamente operativa e dedicata specificatamente alle forze Speciali. Le scelte fatte, a partire dal progetto iniziale sino ad arrivare alla fase di costituzione del Reggimento, hanno permesso di arrivare a garantire al Sistema Italia uno strumento militare “speciale”, al pari di altre realtà NATO, con un dispendio di risorse limitato.

Il segreto del successo del progetto è stato proprio il basso costo e la semplicità. Il progetto del nuovo REOS ha infatti saputo inglobare sinergicamente elementi organizzativi, funzionali e strutturali già esistenti in ambito AVES e sulla sede di Viterbo, in un adeguato strumento complesso per la conduzione delle Operazioni Speciali. In altre parole, il già esistente 26° Gruppo Squadroni REOS “GIOVE” è oggi la pedina operativa del 3° REOS, alla quale è stata aggiunto un ulteriore squadrone volo. La componete  di Comando e Controllo e quella logistica sono state dimensionate ad una Unità di livello reggimento per permettere al REOS di esprimere un level of ambition molto più alto, ma ad un costo proporzionalmente bassissimo. Oggi il REOS supporta già il comparto forze speciali: formato di reparti composti da pochi uomini, estremamente addestrati, in grado di conseguire obiettivi strategici, nonché di operare azioni selettive su bersagli nascosti tra la popolazione.

Insomma, come dice lo stesso Col. DI STASIO, “lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano ha saputo cogliere in anticipo i segnali del cambiamento del quadro geo-strategico mondiale di cui il 3° REOS è una pratica espressione”.

Nel dettaglio. Il progetto REOS ha concluso la 1° fase (15 mesi rispetto ai 24 previsti) delle 4 previste, raggiungendo già i seguenti obiettivi:

  • innalzamento level of ambition;
  • integrazione operativa aeromobili assegnati;
  • integrazione delle capacità manutentive (oggi al 75%);
  • addestramento del personale assegnato quali operatori per il supporto alle operazioni speciali;
  • aeromobili efficienti e pronti all’impiego;
  • capacità logistiche manutentive elicotteri 100% di linea , e 100 % solo NH 90 e AB 412 per il 1° Livello Tecnico.

Un distinguo va fatto in merito alla linea CH47 che oggi viene fornita al REOS da parte del 1° Reggimento ANTARES per le necessità addestrative e operative del reparto; con la prossima uscita di linea della versione C plus e la successiva assegnazione definitiva del ICH47F al REOS, il reggimento raggiungerà il 100% della capacità manutentiva anche per tale aeromobile. Era inutile addestrare gli specialisti al vecchio CH 47 che sta per essere dismesso. Il progetto REOS ha tenuto in considerazione anche questo particolare.

Le fasi 2 e 3, già sancite dallo SME, dovrebbero essere completate entro la fine dell’anno corrente, arrivando alla Full Operational Capability (FOC) del REOS e al soddisfacimento del previsto Level of Ambition dello SME.  La 4 fase citata al principio, comprende solo l’implementazione della capacità logistica di sostegno del CH 47 F, ma non inficia la FOC dell’Unità.

Il Reparto offre già uno standard operativo elevato potendo già offrire equipaggi di volo e supporti per adempiere istantaneamente alle richieste addestrative ed operative sia del Comando Interforze delle Forze Speciali delle Difesa (COFS), sia del Comando Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE). Ma, sempre per il principio dell’ottimizzazione delle risorse, il REOS opera anche a favore del Comando Aviazione dell’Esercito, per attività di volo “convenzionali” a supporto della Specialità rendendo il Reggimento effettivamente multiruolo, ognitempo e sempre pronto.

E mi piace concludere con una frase del Gen. Armando DIAZ, alla fine della 1^ guerra mondiale, citata dal Comandante del REOS, che sempre umilmente, parlando dei risultati del progetto ha affermato: “ Non si tratta del successo di un uomo, ma di quello di un popolo”, “il merito non è mio ma di tutti i miei uomini e dello Stato Maggiore dell’Esercito”.

ESERCITAZIONE DEADLY RAIN 2016

Dal 29 Febbraio al 11 Marzo 2016 presso il Poligono di Monte Romano si è svolta l’esercitazione del 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali, “DEADLY RAIN”, che ha visto impegnati sul campo anche operatori del 185° RRAO (Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi) e operatori del COFS (Comando Operativo Forze Speciali). L’esercitazione è nata dalla necessità di integrare l’addestramento del personale appartenente ai Reparti della componente FS/FOS per raggiungere una capacità di impiego in grado di far fronte alle odierne esigenze operative non convenzionali. Il 3° REOS, per raggiungere l’obiettivo addestrativo, ha fornito il framework di una Special Operation Air Task Unit pianificando e conducendo diverse missioni per garantire quotidianamente lo svolgimento dell’esercitazione esprimendo ancora una volta tale grado di preparazione. Le missioni specifiche delle FS/FOS svolte in sicurezza e sinergia sono state:

  • Inserzioni tramite aviolancio (AVLC) con tecnica di caduta libera (TCL) sia diurna che notturna e con fune di vincolo (FV) diurno.
  • Attività di heli-sniping sia da UH90A che da HH412A.
  • Realizzazione di un FARP.
  • Volo in formazione su specchi d’acqua.

185° RRAO (“VIDERE NEC VIDERI”)

Il 185° Reg.to Ricognizione Acquisizione Obiettivi è l’unità del Comando Forze Speciali dell’Esercito Italiano (COMFOSE), specializzata nella raccolta informativa in territorio controllato dal nemico. Oltre alle capacità di fare intelligence gli Acquisitori possono ingaggiare obiettivi d’importanza strategica tramite la guida di fuoco chirurgico di aeromobili tattici, artiglierie navali e terrestri. Gli operatori del RRAO sono uomini che come ombre si muovono in ogni ambiente con la massima furtività, fungendo da occhi indisturbati osservano e riportano in tempo reale le informazioni al comando superiore. I metodi per raggiungere qualsiasi località remota del pianeta sono molteplici quali:

  • Lancio con paracadute
  • Elicotteri
  • Imbarcazioni speciali
  • Mezzi terrestri

 

Articolo e foto: Marco Meschino

L’autore intende ringraziare lo Stato Maggiore dell’Esercito, il Comando Aviazione dell’Esercito, il Comandante del 3° REOS ALDEBARAN, Col. A. Di Stasio, e i suoi uomini per la singolare e preziosa opportunità offerta. Intende, inoltre, ringraziare chi lo ha supportato e durante la sua presenza a Viterbo.

 

Un mio personale ricordo va al Col. Roberto Caruso e alla sua signora, oggi madrina del 3° REOS “Aldebaran”.